Il mio Salone del Libro 2026

Il Salone del Libro è uno di quei luoghi in cui le storie escono dalle pagine e si mescolano alle persone, alle voci, agli incontri, agli abbracci. Quest’anno ci sono arrivata per la prima volta con un po’ di emozione, e sono tornata a casa con il cuore più pieno di quando sono partita.

Sono stata lì per il laboratorio La fabbrica dei Purtropperissimi e per il firmacopie allo stand di Edizioni Piuma, che ancora una volta mi ha accolta con amore, cura e gentilezza. Ci sono luoghi che, nel tempo, diventano un po’ casa. E ci sono persone che riescono a farti sentire esattamente così.

Ho avuto anche il piacere di andare a trovare i miei amici di De Tomi Editore, con cui collaboro realizzando tutte le copertine. E devo dire che c’è sempre un momento in cui resto a guardare il loro stand con una specie di stupore difficile da spiegare: vedere uno spazio intero abitato dalle mie illustrazioni è una sensazione particolare. Impressionante, sì, ma nel senso bello del termine. È come vedere tanti piccoli pezzi del proprio lavoro prendere vita fuori dallo studio, uscire dalle ore silenziose davanti al tavolo da disegno e iniziare un viaggio tutto loro.

E a proposito di viaggi: anche IF, finalista del Silent Book Contest 2026 è esposto al Salone. Ed è stato bellissimo vedere le scolaresche avvicinarsi al mondo dei silent book, lasciarsi catturare dalle illustrazioni, osservare attentamente ogni pagina, ascoltare e interpretare la storia ognuno a modo proprio. È una magia che mi affascina ogni volta.

C’era spazio anche per Il condominio tutto matto, esposto da Tomolo Edigiò, ed è sempre emozionante vedere i propri progetti prendere vita in contesti così pieni di incontri, curiosità e scoperte.

In fondo è questo che fanno i libri: viaggiano. Passano di mano in mano, si fermano negli sguardi, aprono piccoli spazi di immaginazione condivisa. E così anche la Purtropperia continua il suo cammino. Continua a farsi spazio tra mani curiose, occhi attenti, sorrisi e domande. Continua a incontrare persone.

Sono profondamente riconoscente verso chi ha scelto di portare a casa il libro. Verso chi si è fermato, incuriosito, ha sfogliato qualche pagina e ha deciso di dargli una possibilità. Verso chi ha desiderato una dedica speciale, trasformando quell’incontro in un piccolo ricordo condiviso.

E un grazie speciale ai bambini, che restano sempre i lettori più straordinari. Alla loro curiosità instancabile, alle domande inaspettate, agli sguardi che si accendono, alla capacità di entrare nelle storie senza chiedere il permesso. Mi ricordano ogni volta perché amo fare questo lavoro.

Torno da questo Salone con la sensazione di avere ricevuto molto più di quanto io abbia dato. Con qualche abbraccio in più, tanti incontri nel cuore e una gratitudine enorme.

Alla prossima avventura, Purtropperia. Continuiamo a viaggiare.

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